Una sbirciata nel backstage di una delle mie avventure fotografiche, una splendida alba sull’isola di Westray, alle Orcadi
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Il faro di Noup Head a Westray si trova in uno dei luoghi più incontaminati e pittoreschi dell’arcipelago delle Orcadi. Arroccato su una scogliera che si affaccia sull’Oceano Atlantico, ci si trova davanti a una scena tanto bella quanto aspra, dando la sensazione di trovarsi alla fine del mondo. Il faro è famoso tra gli appassionati di uccelli marini per la diversità delle specie che vivono nella zona, e c’è anche una suggestiva passeggiata costiera per raggiungerlo a piedi.
Ho avuto solo pochi giorni da trascorrere a Westray durante il mio viaggio attraverso l’arcipelago delle Orcadi, ma sono stati probabilmente i miei preferiti e Noup Head ha giocato un ruolo fondamentale per conquistare la mia preferenza.

Ho scattato questa foto all’alba e devo dire che già arrivare qui al buio è stata un’esperienza incredibilmente affascinante e suggestiva (nonché leggermente inquietante). Ad eccezione del faro non ci sono altre fonti di luce intorno, e gli unici suoni che si possono sentire sono quelli della natura, il vento, il mare e occasionalmente alcuni uccelli. A un certo punto però, oltre a questi suoni relativamente familiari, ho sentito come un canto venire dal mare, era bellissimo e a tratti spettrale; si trattava probabilmente di foche sugli scogli sottostanti, ma trovandomi nella quasi completa oscurità mi sono sentita di comprendere le storie e le leggende tipiche del folklore scozzese che narrano di Selkie e spiriti del mare.
La completa oscurità e l’assenza di altre distrazioni mi ha permesso anche di sentirmi completamente immersa nella natura e mi ha dato l’opportunità di immergermi pienamente in ciò che stavo facendo.
In genere quando fotografo odio fare in fretta, perché preferisco godermi il momento e sentirmi connessa con la natura, di certo il mio scopo non è scattare una foto di fretta giusto per farla e poi andarmene. Stando in uno dei luoghi più selvaggi e belli che abbia visitato ultimamente, l’assenza di altre distrazioni ha permesso alla mia immaginazione di guidarmi.
Dopo un po’ di tempo persa a navigare nei miei pensieri respirando l’aria fredda ho iniziato a lavorare sulla creazione di una foto e mentre il sole sorgeva dietro il faro, illuminando il cielo con un tono rosa delicato, non potevo fare a meno di pensare a quanto la natura sia curativa e quanto ero grata per aver avuto la possibilità di fotografare un posto così incredibile.
Da amante delle lunghe esposizioni ho pensato che il mare fosse perfetto in quel particolare momento per creare un effetto setoso e anche le nuvole veloci avrebbero dato un tocco etereo alla foto, così, dopo aver scelto con cura il filtro giusto per la luce del momento, ho scattato alcune foto e mi sono goduta il paesaggio finché è arrivata la luce del giorno. Quando ho scattato questa esposizione di 120 secondi, erano le 6 del mattino, era la metà di agosto e le giornate sono lunghe nel nord durante l’estate, ma nonostante la sveglia estremamente presto mi sentivo privilegiata ad aver avuto un inizio di giornata così speciale.
La parte migliore di questo momento, tuttavia, era che pensavo di aver sperimentato la bellezza di questo luogo solo una volta, ma dopo aver visto le previsioni per l’aurora boreale sono tornata nuovamente alla sera, rendendo ancora più magico il mio ricordo di quel luogo; questi momenti sono ciò che rende la fotografia in natura così speciale e vivono con noi per sempre.
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