Perché fotografare i luoghi meno conosciuti
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La fotografia di paesaggio risulta spesso legata al “senso di straordinario”, quello per cui davanti ad un bel paesaggio ci viene da esclamare “wow, vorrei proprio andare in questo posto”. Negli ultimi anni questi luoghi si sono sempre più ridotti a quelli famosi che vediamo sui social, e, se da una parte è innegabile che alcuni siano incredibilmente belli, si va forse un po’ a perdere la magia dell’esplorazione del luogo.
Spesso mi è capitato di pensare che luoghi belli e famosi avessero ai miei occhi perso un po’ del loro fascino: l’idea di andare in una location e trovarla piena di altri fotografi per poi avere una foto identica alle centinaia che si trovano online mi risulta personalmente poco attraente. Mi sono quindi chiesta se sia ancora possibile andare in un posto conosciuto e fotograficamente apprezzato e portare a casa qualcosa di diverso, una prospettiva più personale.

A volte poi capita di accanirsi con una particolare location perché attira like sui social e permette di far crescere il profilo e la visibilità del fotografo che la propone, ma vale davvero la pena di avere i profili con le stesse foto che hanno tutti solo per rendersi visibili? Personalmente trovo la fotografia un processo creativo introspettivo, che dovrebbe essere volto alla crescita personale del fotografo più che del suo profilo social. Per quanto infatti sia innegabile che veder riconosciute le proprie foto come valide e belle sia soddisfacente, le uniche persone a dover essere soddisfatte al 100% della foto dovremmo essere noi stessi. Proprio in quest’ottica di scattare per me stessa ho deciso di provare a guardare una location particolarmente famosa e visitata come le isole Lofoten con un occhio diverso, più attento al nuovo e meno al portare a casa a tutti i costi lo spettacolare.
Piccola menzione d’onore per le poco conosciute sorelle minori delle Lofoten, le isole Vesterålen, attaccate al più famoso arcipelago ma snobbate dai più anche se incredibilmente ricche di spunti interessanti che sicuramente vale la pena approfondire. Purtroppo ho avuto solo il tempo di dedicargli una fugace visita ma mi sono riservata di tornare in futuro per approfondire la conoscenza!

Non vale più la pena fotografare luoghi noti?
Con questo non voglio però dirvi di non cercare più i luoghi più famosi. Ovviamente in genere se un luogo è famoso c’è un motivo, è sempre un posto incantevole che vale la pena di fotografare. Il messaggio vuole essere tuttalpiù di non accanirsi nei soliti luoghi solo per avere “la foto”, ma di godersi il processo fotografico, essere creativi, ed amare il momento che si sta vivendo. Se scegliete di fotografare una location conosciuta ci sono, infatti comunque un sacco di varianti che possono influenzare la vostra foto e renderla diversa, il periodo dell’anno, le condizioni meteo, la diversa angolazione della luce o la composizione che scegliete.
Quello che rende unica una foto è sempre il fotografo, se un luogo vi piace e volete vederlo e fotografarlo anche se ci sono 1000 foto uguali andate e scattate, perché quello che conta è la vostra soddisfazione personale nell’aver fatto la vostra foto di un luogo che vi è piaciuto e vi ha trasmesso qualcosa. Non fatevi però scoraggiare se durante un viaggio non riuscite a portare a casa lo scatto perfetto di un luogo perfetto per mancanza di tempo o di condizioni favorevoli, ma cercate piuttosto una nuova prospettiva.
Il mio viaggio alle Lofoten – perché accanirsi nelle stesse location?
Ad Agosto 2023 ho trascorso 10 giorni alle isole Lofoten, un arcipelago sicuramente incantevole ma anche iper-fotografato. Appena arrivata mi è subito saltata all’occhio l’enorme quantità di turisti nei luoghi più famosi, e dopo un paio di visite snervanti e sovraffollate ho provato a mettere in pratica la mia idea e a cercare qualcosa di nuovo.

Probabilmente il momento più deludente per me è stato il primo giorno quando, arrivata nei dintorni di Hamnøy ho realizzato che la zona era talmente affollata che non sarei riuscita nemmeno a parcheggiare la macchina. L’idea quindi di percorrere la ultra-famosa Reinebringen per poi ritrovarmi stretta in cima ad una montagna a cercare di inquadrare qualcosa che non fossero teste di altre persone non rientrava propriamente nel mio concetto di introspezione fotografica. Dopo aver passato mezza giornata a maledire tutti i turisti presenti (tra cui tra l’altro rientravo anche io), ho deciso di provare a cambiare prospettiva.
Spot sconosciuti
La prima location inaspettata è stata una minuscola e anonima spiaggia a bordo strada. Stavo andando ad altre due spiagge nelle vicinanze, entrambe si erano rivelate piene di gente e ovviamente di antiestetiche orme sulla spiaggia, quando l’ho adocchiata dal finestrino dell’auto e l’ho trovata incantevole. Mi sono fermata sul momento, verso mezzogiorno, e ho scattato qualche foto di prova per trovare una composizione che mi piacesse e anche qualcosa con la mia macchina fotografica analogica, e poi ho pazientemente atteso per tentare un tramonto prima e un’alba poi.

Quando intorno alle 5 del mattino il cielo si è colorato di rosa non avrei potuto essere più felice, non solo per la foto ma anche per il fatto di essermi finalmente ritrovata in un posto che nessuno conosceva e aver trovato un nuovo punto di scatto.

Stessa location, diverso punto di vista
La seconda location che ho voluto fotografare è una spiaggia particolarmente famosa, come ce ne sono tante in questo arcipelago norvegese, ma scattata da un’altra angolazione. La spiaggia in questione è Kvalvika beach, quasi sempre fotografata dall’alto da una montagna che la sovrasta, io invece ho scelto di immortalarla di lato percorrendo un sentiero che in paio d’ore porta ad un’altra montagna dal lato opposto della spiaggia.

In questo caso il tramonto è stato davvero epico e ho potuto scattare diverse foto nel corso del tempo in cui è durato il tramonto, godendomi peraltro una fantastica serata nella natura.

Occhio ai dettagli
Chi ama la fotografia di paesaggio in genere fotografa la scena in maniera “grandangolare”, in modo da riprenderla più ampia possibile, ma si può anche optare per una fotografia più minimalista e attenta ai dettagli. Ovviamente è uno stile che deve piacere ma può dare altrettante soddisfazioni e offrire un punto di vista diverso di un luogo già visto più volte.

Se da un lato la fotografia di paesaggio intima e di dettaglio è un genere che può non essere apprezzato da tutti, dall’altro sicuramente aiuta a dare una visione personale della scena, un ritratto per l’appunto intimo di un singolo dettaglio che è stato colto magari solo dall’autore della foto e che riporta ad una dimensione più personale della fotografia.

In conclusione, sono stata felice di non aver scattato nei luoghi più famosi? Ovviamente non nego che mi sarebbe piaciuto scattare anche lì, ma sapevo che se mi fossi accanita per avere la foto del posto famoso probabilmente ne sarei uscita delusa e non avrei nemmeno apprezzato il momento. Cercare altro rispetto alle scene più conosciute mi ha permesso di scoprire luoghi che probabilmente non avrei mai trovato se fossi rimasta in quelli più popolari, e sicuramente mi ha permesso di calarmi di più nel luogo e amare al 100% l’esperienza fotografica. Portandomi questo viaggio nel cuore, ho imparato ad apprezzare anche gli angoli meno noti e a guardare i dettagli con un occhio diverso, scattando semplicemente per fare piacere a me stessa.
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