Guanti Saga

Guanti fotografici femminili: 
Saga di Vallerret 

Recensione e confronto con il modello Markhof V3 

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Come donna fotografa ho sempre qualche difficoltà a trovare attrezzatura specifica per donne. Sebbene oggi in commercio si trovino molti più prodotti specifici rispetto a qualche anno fa, la maggior parte dei brand ha comunque solo articoli che sono al massimo unisex. 

Così quando Vallerret mi ha chiesto di provare il loro nuovo modello di guanti specifico per donne fotografe non potevo essere più felice! Ho già un paio di guanti di questo marchio, unisex per l’appunto, che ho usato per diverse stagioni invernali e che ho sempre trovato comodi ma ero davvero curiosa di vedere la differenza tra i due modelli. 

Il modello si chiama Saga, in norreno antico, una saga significa “una storia che vale la pena raccontare”, e vuole essere un omaggio alle donne che prendono in mano la macchina fotografica e scrivono le proprie storie attraverso la luce e il movimento. 

Il modello riprende le caratteristiche di altri del marchio, come l’iconico (e a mio parere praticissimo) sistema FlipTech che permette di scoprire pollice e indice senza dover togliere l’intero guanto, la tasca per inserire uno scaldino termico e la chiave nascosta per treppiede e molte altre. 

Per entrare nello specifico i guanti Saga hanno una protezione termica media, vale a dire che sono progettati per metà inverno o comunque per climi invernali non eccessivamente rigidi. 

Sono progettati con il già citato sistema FlipTech, Grazie a questa caratteristica i guanti risultano utilizzabili facilmente sia per regolare i comandi della macchina che per cambiare ad esempio i filtri a lastra che, personalmente, ho sempre trovato un‘operazione molto scomoda da fare con i guanti indossati. Avendo la possibilità di scoprire solo la punta di due dita per ciascuna mano ho avuto grande libertà di movimento senza raffreddarmi le mani.Sempre pollice e indice inoltre sono dotati di fodera Touch Screen per poter utilizzare telefoni e altri device senza togliere i guanti. 

Sul palmo dei guanti inoltre è presente un pattern antiscivolo che permette di impugnare saldamente qualsiasi oggetto senza rischiare di perdere la presa e di far cadere qualcosa. È inoltre presente una tasca sul dorso della mano contenente una chiave per treppiede e che può essere usata anche per avere a portata di mano panni per la pulizia, schede SD e altri piccoli oggetti. 

Il polsino esteso del guanto sigilla il vento e la neve, mantenendo il calore all’interno, ed è incluso un laccio per mantenere i guanti legati ai polsi anche quando li togli in modo da non perderli o dimenticarli in giro. 

Come accennavo all’inizio possiedo anche un paio di guanti del modello Markhof V3, ma quali sono le differenze tra i due? Sebbene molte caratteristiche tecniche siano simili, se non altro quelle classiche che rendono riconoscibili i prodotti di questo marchio, ho notato alcune differenze sostanziali. 

La prima differenza è la vestibilità: ho le mani piuttosto piccole e, nonostante avessi preso la taglia più piccola disponibile dei Markhof, che sono un modello unisex, il palmo del guanto risultava piuttosto largo, mentre il modello Saga calza perfettamente. La cosa che definirei buffa è che quando avevo solo il primo modello pensavo mi stessero perfetti perché avevo per l’appunto sempre utilizzato guanti unisex o da uomo, ma appena ho provato i Saga mi sono resa conto della enorme differenza di vestibilità. Questo è comunque un fattore da tenere in conto se si vogliono ad esempio indossare dei sottoguanti per un ulteriore strato termico perché con il modello femminile bisognerà probabilmente prendere una taglia in più in questo caso. Per referenza io ho una taglia S Slim del modello Markhof V3 e una M per il modello Saga. 

Un’altra differenza che ho potuto apprezzare è stata l’aderenza sui polsi; mentre il modello Markhof ha un polsino elastico fisso che non aderisce perfettamente, il modello Saga ha un laccio con velcro che permette di modulare la chiusura del guanto perfettamente evitando l’ingresso di spifferi, cosa che ho particolarmente apprezzato dato che l’ambiente principale dove fotografo sono scogliere ventose. 

Infine, ho notato che, nonostante entrambi i modelli siano indicati come studiati con una protezione termica media (Mid Winter come indicato nella scheda tecnica del prodotto), il modello Saga sia nettamente più caldo del Markhof, dandomi una sensazione di calore nettamente superiore. 

La verità è che ho apprezzato moltissimo entrambi i modelli; la versatilità di questi guanti che mi hanno permesso di mantenere le mani calde e allo stesso tempo di riuscire a scattare con il massimo del comfort. Sono sicuramente un prodotto che consiglio a chiunque cerchi dei guanti che permettano il massimo della libertà di movimento senza rinunciare ad uno strato caldo.  

Se sei una donna fotografa e hai sempre avuto problemi ad utilizzare guanti maschili o unisex perché enormi rispetto alla tua mano allora sicuramente il modello Saga fa al caso tuo.  In generale il modello ha un design che nel complesso si adatta meglio alla mano femminile (almeno nel mio caso è così), mentre il modello Markhof l’ho trovato sicuramente meno strutturato per la mia mano. Ho apprezzato molto che siano rimaste le caratteristiche che ho amato nel primo modello anche nel secondo. 

Una piccola nota di merito per Vallerret, di cui ho sempre apprezzato in particolare l’attenzione verso l’ambiente con diversi progetti, tra cui l’omaggio di un albero tramite Tree-nation con ogni acquisto o la decisione di devolvere l’1% di tutti i loro ricavati annui per supportare organizzazioni ambientali. (Potete trovare tutti i loro impegni a favore dell’ambiente nella sezione Sostenibilità del loro sito).  

Come fotografa donna ho ovviamente apprezzato moltissimo l’impegno nel venire incontro alle esigenze femminili in fatto di attrezzatura creando un modello apposta studiato per le nostre mani. 

 

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