Poesia fotografica con la tecnica ICM  – Breve introduzione agli astrattismi fotografici

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La fotografia è un mezzo straordinario e potentissimo, può documentare, raccontare, e a volte anche plasmare la realtà. Non necessariamente, infatti, deve raccontare ciò che vediamo nella maniera più fedele possibile ma può anche essere utilizzata per creare qualcosa di nuovo, proiezioni della nostra mente e disegni di luce. 

La tecnica ICM (Intentional Camera Movement – movimento intenzionale della fotocamera), viene usata per creare immagini morbide e delicate, astrattismi che ricordano più dipinti che fotografie, attraverso l’utilizzo di lunghe esposizioni e un movimento della macchina. 

La bellezza di questa tecnica sta proprio nello stimolo della creatività che porta a vedere oltre il paesaggio, focalizzandosi sul dettaglio e allenando uno studio della composizione basato su colori e geometrie anziché su una visione grandangolare. 

Per scattare con questa tecnica sono fondamentali i filtri fotografici, in particolare gli ND, Neutral Density, ovvero filtri a densità neutra che possono assorbire la luce senza alterare i toni, un po’ come se fossero occhiali da sole per la fotocamera. Utilizzandoli è possibile rallentare la velocità dell’otturatore, mantenendo al contempo l’esposizione corretta. Essi permettono quindi di allungare il tempo di scatto ad alcuni secondi, poiché se l’esposizione è troppo veloce non si otterrà l’effetto desiderato. Muovendo lentamente la fotocamera tenuta a mano con un tempo di scatto lento l’immagine risulterà sfumata. 

Sebbene possa sembrare semplice, questa tecnica richiede pratica ma soprattutto intenzionalità mentre si scatta, non basta agitare la fotocamera ma, come per tutte le foto, ci sono delle regole. Un buon punto di partenza è cercare dei contrasti da includere nella foto, come ad esempio nei colori o nella luminosità, per evitare di avere un risultato piatto. Sono da ricercare poi scene non eccessivamente affollate (ricercare una composizione interessante è fondamentale in ogni tecnica fotografica), se nella scena ci fossero troppi elementi, infatti, il movimento di camera rischia di mescolare tutto ottenendo una scena ingarbugliata e poco comprensibile ad un osservatore esterno. 

Per ottenere dei buoni risultati, infine, è importante fare tentativi, provare diversi movimenti e non arrendersi subito; ogni minimo movimento può cambiare il risultato finale della foto, e quindi ogni foto risulterà sempre diversa dall’altra, motivo per cui possono volerci numerosi tentativi prima di riuscire ad ottenere un’immagine interessante. 

Per quanto riguarda i tempi di scatto, in genere è meglio stare tra il mezzo secondo e i 2 secondi al massimo, altrimenti si rischia di perdere il dettaglio all’interno della scena e di ritrovarsi con una foto troppo spalmata.L’apertura è piuttosto irrilevante quindi scegli semplicemente quella che ti permette di ottenere il tempo di scatto desiderato, mentre gli ISO lasciali generalmente al valore più basso possibile. In generale è meglio una lunghezza focale maggiore che permette di riprendere meglio i dettagli, ma dipende sempre da quale soggetto sceglierai di riprendere. 

La tecnica di per sé è abbastanza semplice ed immediata, quello che richiede più tempo è perfezionare il tipo di movimento in rapporto a ciò che si vuole fotografare. Se lo scopo, ad esempio, è ottenere un effetto molto netto e quasi geometrico si può lasciare la macchina montata sul cavalletto e farla scorrere da un lato all’altro (o dall’alto verso il basso). Questa tecnica funziona bene in paesaggi aperti in cui si nota un’evidente distinzione nelle molteplici tonalità di colore, come una spiaggia in cui ci sono differenze nette nella sabbia, nel mare e nel cielo. 

Per ottenere un effetto più movimentato, invece, si può ricorrere a micromovimenti mentre si tiene la macchina in mano, andando effettivamente a eseguire qualsiasi tipo di movimento desideri. 

Come per ogni foto il soggetto è importante, in questo caso cerca dei contrasti (in colore, zone di luce e ombra, texture) che possano guidare l’occhio attraverso la scena. Ricorda di provare sempre diversi tipi di movimento finché non trovi quello che più si adatta alla scena che hai deciso di raccontare. 

Per quanto riguarda il tipo di scene da fotografare con questa tecnica, sta tutto alla creatività e all’occhio del fotografo che scatta, dei soggetti comuni e facilmente reperibili per iniziare ad affinare la tecnica sono gli alberi, ma è una tecnica che si può utilizzare su pressoché qualsiasi cosa. 

Nella mia pratica fotografica il mare è quasi sempre presente, è un ambiente che mi dona da sempre un senso di calma mentale, specialmente se accompagnato da tutti quegli elementi che lo rendono al contempo selvaggio come vento e alte scogliere. 

Proprio da questo senso di calma mi è venuta l’idea di un progetto per mostrare la bellezza selvaggia che lo contraddistingue, ogni riflesso di luce, ogni momento del giorno e movimento dell’acqua rendono le foto una diversa dall’altra, mostrando le numerose sfaccettature che contraddistinguono questo ecosistema. 

Scattare queste foto prende così la forma di una meditazione in movimento per cercare di rendere al meglio ogni dettaglio che il mare ha da offrire in quel momento, che sia un riflesso di luce o un moto sinuoso delle sue onde. 

Avere di fronte tanta bellezza ci ricorda che siamo solo gocce in un grande oceano e che dovremmo avere maggiore cura dell’ambiente naturale di cui anche noi facciamo parte. 

Quando si pensa al mare spesso la prima associazione che viene in mente è quella con affollate località turistiche che ormai di naturale hanno ben poco di rimasto. Ci sono però luoghi all’interno del continente Europeo ma anche della nostra penisola, dove questo ecosistema complicato e meraviglioso può essere un balsamo per l’anima e la mente. 

Per quanto ricco di mistero, ho sempre trovato l’ambiente marino di una potenza ma al contempo una delicatezza unica, che ben si prestano ad una fotografia poetica e meditativa. 

La tecnica ICM ti consente di essere molto più espressivo e creativo rispetto a quando scatti una scena paesaggistica tradizionale, un buon esercizio per iniziare può essere provare a creare qualche scatto astratto quando ti trovi in campo e il meteo si rivela inadatto al classico scatto paesaggistico che avevi in mente. In questo caso prendi la fotocamera e prova, comunque, a fare qualche scatto ma utilizzando l’ICM, potresti tornare a casa sorpreso dal risultato.

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