Tra vento e mare – Esplorazione fotografica alle isole Orcadi
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Viaggiare e fotografare, un connubio perfetto per gli amanti della fotografia naturalistica, ma che spesso per molti di noi equivale a spostarsi durante le ferie estive, in concomitanza con milioni di altre persone. Parlare di sovraffollamento turistico quando siamo noi stessi, in primis, dei turisti può sembrare ridondante e forse un poco ipocrita, ma da amanti della fotografia naturalistica dovrebbe essere un piacere e anche un po’ un dovere rispettare gli ambienti naturali che visitiamo.

Con questa premessa mi sono spesso trovata a chiedermi quali luoghi visitare al di fuori delle classiche rotte estive che possano sopperire al desiderio di fotografare ambienti naturali incontaminati e godere del silenzio e della pace tipici di questi luoghi. Ho sempre amato le isole tempestose affacciate sull’Atlantico e avevo da anni il desiderio di visitare tutte le isole del nord della Scozia, così ad agosto 2024 ho deciso di visitare le isole Orcadi. Non particolarmente conosciute in Italia, questo arcipelago si trova poco oltre il punto più a nord della terraferma scozzese e conta circa 70 isole di cui solo una ventina sono abitate. Le isole sono in genere quanto di più lontano si possa immaginare da un ambiente urbanizzato, con pochi centri concentrati su Mainland, l’isola principale, e per il resto natura a perdita d’occhio. Gli habitat risultano molto diversi da isola a isola e devo dire che personalmente ho trovato l’isola di Hoy la più affascinante; si tratta della più peculiare dell’arcipelago, in quanto è l’unica ad avere dei rilievi montuosi e ad assomigliare più alla classica brughiera scozzese che a un’isola. Scarsamente abitata, si può attraversare percorrendo un’unica strada che porta anche alla “attrazione” principale, il sentiero che in circa due ore porta all’Old man of Hoy; una formazione rocciosa in mare circondata da un ambiente dalla bellezza surreale. Il tragitto per raggiungerla è facile e ben segnalato, sebbene sia principalmente in salita e piuttosto lungo, ma quando all’arrivo si vede lo scoglio ergersi di fronte a sé la fatica viene facilmente dimenticata.

Quando ho percorso il sentiero non ho incontrato nessuno se non uccelli lungo il percorso, l’Old man ti compare davanti all’improvviso, dopo una lunga salita, quasi come un miraggio, ma la strada è ancora lunga. Una volta arrivata in cima alla scogliera che gli sta di fronte la sensazione è quella di sentirsi infinitamente piccoli dinnanzi alla maestosità dell’ambiente naturale: altissime scogliere, la brughiera tutto intorno a sé e come unici rumori percepiti, il vento e le onde che si infrangono sugli scogli sottostanti. Quando ci si trova così immersi in una natura aspra ma bellissima non si può fare a meno di pensare a quanto breve sia la nostra esistenza, come un soffio nel vento, e apprezzare con estrema gratitudine la possibilità di vedere luoghi che le parole possono solo provare a descrivere.

Un’altra isola che ho amato particolarmente è Westray, qui il paesaggio è meno aspro ma ospita comunque ambienti di una bellezza disarmante. In particolare, un arco naturale nel nord dell’isola si è ben prestato alla fotografia di lunghe esposizioni che tanto amo. Il percorso per raggiungerlo taglia attraverso campi e fattorie in disuso e anche qui, l’unica compagnia sul sentiero sono state pecore, uccelli e alcune foche una volta raggiunto l’arco. In questo luogo, aiutata da un tramonto meravigliosamente colorato, ho scattato diverse foto, astratte e non; ho sempre trovato l’ambiente marino di una potenza ma al contempo una delicatezza unica, che ben si prestano ad una fotografia poetica e meditativa come quella con la tecnica delle lunghe esposizioni.

Per quanto riguarda invece Mainland, l’isola principale e più grande, i paesaggi non sono decisamente da meno; si tratta dell’isola più abitata dell’arcipelago quindi sicuramente è meno tranquilla e offre un’esperienza di contatto con la natura meno immersiva rispetto alle isole minori ma non per questo meno bella. Tra i punti più affascinanti da fotografare la spiaggia di Warebeth che offre un punto di osservazione perfetto sulle montagne dell’isola di Hoy che si trova proprio di fronte alla spiaggia, e le Yesnaby cliffs, tra i punti più spettacolari dell’isola.

Un po’ ovunque sulle varie isole, ma specialmente su Mainland si possono visitare anche testimonianze della vita passata come l’insediamento neolitico di Skara Brae e i circoli di pietra di Stennes e Brodgar, un interessante diversivo culturale che personalmente ho trovato anche molto particolari da fotografare con macchine analogiche per integrare la natura con la sorprendente offerta culturale delle isole (che forse non molti si aspetterebbero di trovare in queste remote isole del nord).

Le Orcadi, infatti, sono disseminate di antichi monumenti e anche alcuni siti UNESCO, specialmente a Mainland e Rousay, e hanno anche una ricca storia militare grazie al ruolo chiave che hanno giocato durante la Seconda guerra mondiale come principale base militare della Royal Navy Britannica, nonché luogo di detenzione di circa 1300 prigionieri di guerra italiani.
Ma le isole non sono solo cultura e paesaggi splendidi ma ospitano anche una ricca fauna; le foche sono visibili quasi ovunque, basta prestare attenzione al mare e le si vedrà spesso spuntare dal pelo dell’acqua, ad osservarci curiose. Uno dei luoghi migliori per avvistarle è Saviskail Bay, sull’isola di Rousay dove spesso le si vede a riposarsi sulla spiaggia, e non è difficile avvistare anche orche, balene e delfini. Per gli amanti della fotografia naturalistica però, le Orcadi sono anche il luogo ideale per avvistare i puffin che nidificano sulle isole tra aprile e luglio; il luogo migliore per avvistarli e fotografarli è Castle O’Burrian, sull’isola di Westray. In generale sono presenti molte specie di uccelli avvistabili un po’ ovunque su tutte le isole.

Per chi, come me cerca un viaggio in mezzo alla natura e che permetta ancora di godere appieno dei luoghi senza ritrovarsi in mezzo alla folla, le isole Orcadi sono sicuramente una scelta azzeccata. Il suono dell’oceano e del vento che si infrange sulle scogliere saranno compagni costanti, a volte unici suoni a rompere l’immenso silenzio che corona la bellezza di queste isole, e la mia speranza più viva è che questi posti così speciali e incontaminati restino tali, affinché se ne possa godere ancora a lungo.
Per maggiori informazioni sulla cultura e la storia delle isole potete visitare il loro sito web


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