Recensione guanti Markhof V3 di Vallerret 

I guanti sono un accessorio estremamente utile per qualsiasi fotografo paesaggista, specialmente se come me siete amanti di tutti quei luoghi battuti dal vento e dal clima vagamente inospitale.  

Idealmente un paio di guanti da usare in campo dovrebbero garantire un’adeguata protezione termica e allo stesso tempo facilità nei movimenti in modo da poter utilizzare agilmente tutta l’attrezzatura fotografica. Nel mio caso specifico poter cambiare facilmente i filtri montati sulla mia macchina fotografica senza rischiare di farli cadere è assolutamente fondamentale. 

Grazie a questa caratteristica i guanti risultano utilizzabili facilmente sia per regolare i comandi della macchina che per cambiare i filtri a lastra che, personalmente, ho sempre trovato un‘operazione molto scomoda da fare con i guanti indossati. Avendo la possibilità di scoprire solo la punta di due dita per ciascuna mano ho avuto grande libertà di movimento senza raffreddarmi le mani.  

Il funzionamento è piuttosto semplice in sé; la parte finale delle dita pollice e indice si spostano come un cappuccio ma rimangono attaccate al resto del dito tramite un meccanismo a doppia calamita in modo da non avere parti di guanto che si muovono. Si può ovviamente decidere in autonomia quali e quante dita lasciare scoperte. 

Trovo questa caratteristica incredibilmente utile per tutte le persone che, come me, non riescono proprio a trovare comodo utilizzare i comandi della macchina con i guanti indossati, anche con dei liner sottili. In questo modo invece si evita di togliere e mettere il guanto ogni volta che si deve compiere operazioni delicate come, appunto cambiare filtri che rischiano di rompersi. 

Per quanto riguarda invece le altre caratteristiche di questo modello, si tratta di guanti con una protezione termica media, vale a dire che sono progettati per metà inverno o comunque per climi invernali non eccessivamente rigidi (non ci farei una spedizione nell’artico, ecco). Io personalmente li ho utilizzati in Slovenia, sulle Alpi Italiane e sulla costa della Sardegna, sempre in un periodo compreso tra inizio novembre e fine gennaio e non ho mai avuto le mani fredde. Nello specifico la fodera interna è in lana merino mentre l’esterno è in pelle con isolamento in Thinsulate. 

Ho trovato molto comodo anche il polsino elastico in jersey che permette di mantenere l’aderenza con il polso senza avere infiltrazioni di vento, acqua o qualsiasi altro agente atmosferico. 

Sul palmo dei guanti è presente un pattern antiscivolo che permette di impugnare saldamente qualsiasi oggetto senza rischiare di perdere la presa e di far cadere qualcosa. 

È inoltre presente una tasca sul dorso della mano contenente una chiave per treppiede e che può essere usata anche per avere a portata di mano panni per la pulizia, schede SD e altri piccoli oggetti. 

Un’altra caratteristica che ho apprezzato di questi guanti (e di tutta l’azienda in generale) è l’attenzione verso le fotografe donne; il guanto Markhof V3 è unisex ma è disponibile in due taglie pensate per le mani piccole, la XS Slim e la S Slim, io ho preso quest’ultima e mi calza davvero a pennello, al contrario di molti guanti fotografici di cui ho trovato poco comode anche le taglie più piccole proprio perché pensati per mani più grandi e quindi le mie ci navigavano dentro risultando quindi poco pratici. 

Di Vallerret ho apprezzato in particolare l’attenzione verso l’ambiente con diversi progetti, tra cui l’omaggio di un albero tramite Tree-nation con ogni acquisto o la decisione di devolvere l’1% di tutti i loro ricavati annui per supportare organizzazioni ambientali. 

Ho apprezzato moltissimo la versatilità di questi guanti che mi hanno permesso di mantenere le mani calde e allo stesso tempo di riuscire a scattare con il massimo del comfort. Sono sicuramente un prodotto che consiglio a chiunque cerchi dei guanti che permettano il massimo della libertà di movimento senza rinunciare ad uno strato caldo. 

Come temperatura comfort mi sentirei di consigliarli per tutti gli utilizzi fino a zero gradi, ma possono essere tranquillamente abbinati anche a dei liner per temperature più rigide (o per una minore tolleranza a freddo e vento). 

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